Volere Volare

Viaggiare mi piace tantissimo, fin da piccola. Ricordo che allora sfogliavo l’atlante geografico e facevo un elenco dei luoghi che avrei voluto visitare un domani, immaginando come dovessero essere quei Paesi così lontani. Fin’ora ho avuto la possibilità di muovermi abbastanza, soprattutto in Europa, e non mi sono ancora avventurata negli altri Continenti, ma spero di farlo al più presto (tempo e denaro permettendo!). Dalle mie poche esperienze di viaggio, la cosa che sicuramente mi ha divertita di più è stata prendere l’aereo. Ho utilizzato questo mezzo di trasporto per tratte brevi (il viaggio più lungo è durato circa due ore) e mi rendo conto che stare chiusa in una scatola per dodici-tredici ore non è il massimo. Ad ogni modo, a mio parere, prendere l’aereo permette di spostarsi rapidamente da un posto all’altro, ma anche di fendere le nuvole di una brutta giornata e raggiungere la luce del sole che splende in alto. E che dire, poi, quando si decolla, di poter guardare sotto e vedere il paesaggio diventare sempre più piccolo e scorgere i suoi confini geografici!
Tempo fa, sono partita dall’aeroporto di Venezia e ho potuto ammirare dall’alto la laguna e la città nel suo complesso: semplicemente affascinante! C’è qualcosa, però, che mi preoccupa ogni volta che devo prendere l’aereo, ossia imparare e memorizzare le istruzioni sulla sicurezza impartite dagli assistenti di volo prima della partenza. In pratica, in caso di incidente aereo, bisogna applicare scrupolosamente le indicazioni che ci vengono fornite ed è molto importante leggere attentamente i depliant forniti dalla compagnia aerea e disposti su ogni sedile del velivolo. Ogni volta ascolto con attenzione le disposizioni degli assistenti di volo e leggo le istruzioni cercando di memorizzare tutto, ma, conoscendomi, se dovesse succedere qualcosa, mi farei prendere dal panico e mi metterei ad urlare senza fare nulla. Ad esempio, mi chiedo se ho abbastanza fiato per gonfiare a sufficienza il salvagente (visto che non riesco nemmeno a gonfiare il materassino d’acqua). E se devo indossare anche la maschera dell’ossigeno? La tolgo e poi gonfio il salvagente? E se la maschera dell’ossigeno non dovesse scendere dal suo scomparto al momento dell’emergenza? E’ il dilemma che mi pongo ogni volta che devo prendere l’aereo. Una volta però che il velivolo è decollato e si è assestato e la spia indicante di allacciarsi le cinture di sicurezza si spegne, mi tranquillizzo, mi metto a leggere e, puntualmente, mi addormento svegliandomi solo al momento dell’atterraggio. Una volta scesa, respiro profondamente e sono felice di aver raggiunto la meta desiderata, così mi preparo psicologicamente al nuovo ambiente e, se all’estero, al suono della lingua locale. Inutile dirlo, volare è bello ed affascinante; magari qualche volta ci sono degli imprevisti e delle scomodità, ma il fatto di poter raggiungere vari punti del pianeta in poco tempo mi fa sentire cittadina del Mondo e pronta ad affrontare una nuova avventura.
Anna




















Cara Anna, mi sa che non sei stata abbastanza attenta!
Lisutti | 29 Ottobre 2008 | 10:46Cara Anna, mi sa che non sei stata abbastanza attenta! Prima di gonfiare il salvagente, col tuo fiato, devi tirare la cordicella e vedere se si gonfia automaticamente, a quel punto, se non succede niente, si che devi usare tutto il fiato che hai per gonfiarlo.
Comunque, ho preso l’aereo talmente tante volte che ormai non ascolto più quello che dicono le hostess prima di partire, sono sempre le stesse cose.
In quei momenti, come dici tu, ti fai prendere dal panico e dubito che ti ricordi quello che ti hanno spiegato.
L’anno scorso ho fatto un viaggio con mia cugina e sua figlia di 5 anni, in quei casi, quando hai con te un bambino piccolo, le hostess ti spiegano che prima di tutto devi infilarti, tu, il salvagente (la madre) gonfiarlo e una volta che sei a posto sistemare tuo figlio. Quale madre, presa dal panico, farebbe una cosa del genere? Ti viene istintivo proteggere prima tuo figlio e poi te stessa.
In ogni caso viaggiare è stupendo, visitare posti nuovi ed entrare in contatto con persone con una cultura diversa dalla tua, non mettiamoci a pensare il peggio, ci sono più probabilità di fare un’incidente in macchina o di cadere dalle scale!
Che pessimista che sono oggi!
Ciao Ciao
Cara Anna sai quanto ami viaggiare; un modo per evadere, per
Roberta | 30 Ottobre 2008 | 11:39Cara Anna
sai quanto ami viaggiare; un modo per evadere, per conoscere, per essere veramente se stessi, lontani dagli stereotipi imposti dalla società nella quale viviamo. Sarà per questo che in viaggio si sta sempre bene e tutti i malanni e gli acciacchi li lasciamo a casa.
La prima volta che ho preso l’aereo è stata per andare in Inghilterra, in viaggio studio; una sensazione bellissima quando si alza da terra. La prova ancora oggi. Tutti hanno paura del decollo, così come dell’atteraggio. Io trovo siano due momenti unici, affascinanti. Ti alzi in volo per raggiungere una meta che ti permetterà di conoscere luoghi e persone nuove, culture ed usanze diverse. Al rientro, quando atterri, ritorni nel tuo mondo quotidiano, più ricca interiormente di quando sei partita. Viaggiare è la cosa più bella.
Le assistenti di volo? E chi le ascolta più…la maggior parte dei disastri aerei si risolve male, ma per fortuna l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro. In caso di ammaraggio il freddo dell’acqua mi congelerebbe. Non potrei raggiungere la riva, anche se fosse vicina, perchè non so nuotare….quindi, chi se ne importa delle istruzioni…godiamoci il viaggio ed il volo. Se poi ci sarà il disastro pazienza….ma dopo la vacanza però!
Buon viaggio a tutte!
Roberta
Cara Lisa, probabilmente hai ragione, prima bisogna bisogna tirare la cordicella
Anna | 30 Ottobre 2008 | 14:04Cara Lisa,
probabilmente hai ragione, prima bisogna bisogna tirare la cordicella del salvagente e, in caso non dovesse funzionare, bisogna gonfiarlo. Vedi? Non mi ricordo già più!
Cara Roberta,
è vero che l’aereo è il mezzo più sicuro, ma ogni volta mi assale l’ansia. Comunque concordo con te che viaggiare è sempre bello ed affascinante, almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale. E poi ti ricordi il viaggio che abbiamo fatto a Roma? Era la prima volta che prendevo l’aereo e tu ti eri messa a ridere quando avevi visto la mia faccia dopo aver ascoltato le istruzioni di salvataggio…ecco, ogni volta che mi capita di viaggiare in aereo faccio sempre quella faccia lì!
Un saluto a tutte,
Anna
Anna, sei stupenda! Nei momenti di tristezza ricordami allora di
Roberta | 30 Ottobre 2008 | 14:10Anna, sei stupenda! Nei momenti di tristezza ricordami allora di fare un viaggio in aereo con te…anche solo il volo!
Ciao Roberta