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Le donne e la guerra



Lo spunto per questo articolo mi è stata data da Leo (uno nostra amico bloggher) , il quale mi ha segnalato una lettera aperta scritta dalla Presidente di Assolei Sportello donna Onlus di Roma e rivolta al Ministro degli Esteri di Israele Tzipi Livni. La lettera espone un accorato appello al Primo Ministro affinché ponga fine alla guerra in Medio Oriente, che provoca quotidianamente numerose vittime civili, molte fra le quali sono donne, anziani e bambini.
La Presidente di Assolei esprime il proprio dissenso a questo conflitto e si chiede perché un’altra donna, Tzipi Livni per l’appunto, possa acconsentire a questo massacro con la sola spiegazione che “Israele non ha avuto alternative”.
Premetto che non sono un’esperta di politica internazionale e tantomeno dei conflitti in Medio Oriente. Ne ho sentito parlare molto al telegiornale, letto qualche articolo su un quotidiano, ma nulla di più. Mi permetto, però, di aggiungere quanto segue.
Qualche anno fa ero studentessa di Scienze Politiche presso l’Università di Trieste. Una sera partecipai ad una festa studentesca: c’erano un sacco di ragazzi, soprattutto provenienti da Paesi extracomunitari e iscritti alle facoltà di Medicina, Ingegneria e Farmacia. Ad un certo punto, notai due ragazzi guardarsi fissi negli occhi e per diversi minuti: si fissavano con odio, quasi volessero fare a pugni. Io non capivo, pensavo che si guardassero così per qualche ragazza o per qualche dispetto che si erano fatti. Un mio amico mi spiegò, invece, che uno era palestinese e l’altro israeliano e, per caso, si erano ritrovati tutti e due in quella stessa festa.


Da lì, dal loro sguardo, capii come sia impossibile trovare la pace tra due persone che si odiano. I bambini che nascono in quelle terre (Palestina e Israele) crescono con l’odio dentro e diventeranno inesorabilmente degli adulti che si esprimeranno soltanto con la guerra e difficilmente ricorreranno ad altri mezzi più pacifici per comunicare. Ora concordo anch’io che il Primo Ministro Livni, quale donna di potere e quindi con possibilità di “fare la voce grossa” all’interno del proprio Governo, avrebbe dovuto fare il possibile per evitare il conflitto e soprattutto la morte di tante persone innocenti, ma credo che essere donna qualche volta non sia sinonimo di pace e che gli interessi politici siano maggiori rispetto alla volontà di risparmiare alla morte dei civili.
Lei stessa, nel corso di un’intervista, ha dichiarato che Israele ha cercato e cercherà di colpire i punti nevralgici di Hamas e di evitare le abitazioni civili, ma come si fa? Non è detto che il razzo centri pienamente il bersaglio senza evitare case o edifici neutrali che gravitano attorno. Non voglio entrare in merito alla politica adottata da Israele, in primis perché non ne ho le competenze e, poi, come ho già scritto, non sono un’esperta di politica internazionale.
Aggiungo, comunque, che non sempre essere donna significa portare la pace, la mediazione e la giustizia. Basti pensare a tutte quelle che, sempre in quella zona martoriata, in Iraq, in Afghanistan o in altre aree, si piegano al terrorismo facendosi saltare in aria o, peggio ancora, che acconsentano ai propri figli di prendere parte ad un conflitto o di incentivarli in azioni di terrorismo. Per fortuna, ci sono anche coloro che hanno la forza di combattere con le armi giuste, ossia con la saggezza, l’intelligenza e la forza d’animo e sanno mostrare tutte le qualità possedute da noi donne. Sono tante, molte anonime e non conosciute, ma tirano fuori tutto il loro coraggio per la giustizia e per un bene comune, soprattutto dei propri figli.
Combattere per una giusta causa è molto difficile sia per le donne che per gli uomini. Coloro che hanno ricoperto un ruolo importante come quello di Tzipi Livni e che hanno avuto il coraggio di andare per la loro strada, hanno purtroppo conosciuto la morte, basti pensare ad Indira Ghandi e a Benazir Bhutto. Ad ogni modo, ci saranno sempre delle donne che sapranno combattere come loro e ben vengano quelle associazioni, come Assolei Sportello donna, che nascono per dare conforto e aiuto a tutte quelle che sono meno fortunate di noi.
Di seguito riporto il link che mi è stato segnalato da Leo.

http://www.provincia.grosseto.it/pariopportunita/news.php?id=3532

Anna.

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Riflessioni e Pensieri
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Afghanistan, Benazir Bhutto, donne e guerra, figli, Indira Ghandi, Iraq, istraele, Ministro Livni, onlus, palestina, Presidente di Assolei Sportello donna Onlus di Roma
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3 risposte

Cara Anna, ti ringrazio per l'attenzione che dedichi alle mie segnalazioni. Anche

Leo | 6 Gennaio 2009 | 08:22

Cara Anna,
ti ringrazio per l’attenzione che dedichi alle mie segnalazioni.
Anche io non sono molto preparato nè impegnato politicamente.
Mi riallacciavo ad un tuo articolo di tempo fa in cui ti chiedevi come sarebbe stato il mondo senza uomini.
Tzipi Livni è il classico esempio di come le donne posso sì dare un contributo di maggiore sensibilità ed attenzione a molti temi, ma, purtroppo, anche loro si devono piegare alla tremenda logica della politica. Quello che sta succedendo in questi giorni a Gaza è terribile, non voglio entrare nel merito.
Entrambe le parti hanno le loro ragioni ed i loro torti, ma la bruttissima impressione che io ho è che,
comunque, il prezzo più alto è pagato sempre dai deboli, da chi soffre.
La strategia di Hamas di usare le persone, gli ospedali, i lughi di culto come scudi umani ai loro depositi di armi, porta come conseguenza che vengano colpiti bambini, donne e civili.
D’altra parte le cifre terribili, ad oggi circa 500 morti palestinesi contro cinque israeliani, per non contare i feriti, la dice lunga visto che da una parte c’è un esercito moderno ed organizzato e dall’altra una armata fantasma mischiata alla popolazione civile.
Penso sia un dovere civile di tutte le persone che abbiano sensibilità chiedere che si facciano tacere le armi e si eviti una tragedia.
Ed in questo, penso, tutti uomini e donne siamo d’accordo.
Un saluto
Leo

In questi giorni, quando mi siedo a tavola e ceno

Anna | 6 Gennaio 2009 | 21:39

In questi giorni, quando mi siedo a tavola e ceno tranquillamente, i miei accendono sempre la TV per ascoltare il telegiornale e mi sento in colpa a starmene tranquillamente a casa a mangiare mentre scorrono immagini di gente che piange e muore. Le politiche dei grandi potenti stanno al di sopra di noi e non soltanto per quanto riguarda la guerra in Medio Oriente, ma anche per molti altri conflitti nascosti e dei quali non sappiamo niente. E noi cosa possiamo fare? Forse utilizzare questi mezzi di comunicazione per esprimere il nostro dissenso, tutti assieme. In altre città europee stanno manifestando…chissà…
Caro Leo, ancora grazie per la segnalazione, spero di riceverne altre.
Un caro saluto,
Anna

Complimenti vivissimi per l\'articolo! My compliments for article! Thank you!

Gossip-News.net | 6 Febbraio 2009 | 17:33

Complimenti vivissimi per l\’articolo! My compliments for article! Thank you!

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