Castità e purezza

Da un Congresso medico, e precisamente dal IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia di Roma, è emerso che sta crescendo in maniera inaspettata il fenomeno di donne che si sottopongono a interventi per recuperare la verginità, tanto che negli ospedali, pubblici e privati, si registra un aumento della richiesta di queste operazioni e le liste d’attesa si allungano. Inoltre, e questo fatto esula dal sopra citato Congresso, pare che molte ragazze scelgano di esercitare la propria sessualità solo dopo il matrimonio, perché voglio mostrarsi pure e intatte al loro sposo e “regalargli” la prima volta, come suggello di un amore duraturo. In aggiunta, ci sono donne, la maggior parte appartenenti ad un ceto sociale medio e con cultura universitaria, che decidano di ritirarsi in un convento di clausura e dedicare la loro vita alla preghiera e alla meditazione.
Cala il numero di sacerdoti, calano religiosi e religiose, calano le nuove vocazioni, ma non il numero di coloro che opta per la clausura. E’ una scelta radicale, difficile e sembra impossibile, quasi surreale, che, soprattutto al giorno d’oggi, molte prendano proprio questa strada. In un articolo comparso sul Corriere della Sera del 21 novembre 2008 si legge che in Italia ci sono 545 monasteri di clausura e settemila donne che hanno scelto la vita contemplativa. Molte di essere sono, per l’appunto, laureate, colte e professioniste e non certo delle persone che vogliono ritirarsi dalla società perché ancora senza marito, insoddisfatte della vita e depresse. Sono donne che ad un certo punto del loro cammino avvertono un vuoto e scoprono di poterlo colmare donandosi totalmente a Dio. Leggendo come si svolge una giornata-tipo in clausura, ci si chiede come queste suore riescano a condurre quotidianamente una vita simile, fatta di orari ben precisi e scandita da preghiere, meditazione e lavoro manuale (ricamo, giardinaggio, scrittura, etc).
Queste notizie fanno riflettere. Innanzitutto, ci si chiede il motivo per cui tante donne oggi decidono di isolarsi dal mondo e dai “piaceri” della vita. Sembra quasi un atto ipocrita, perché, anziché dedicarsi alla preghiera e alla meditazione, potrebbero prestare la loro opera nelle tante missioni sparse nei Paesi poveri del Mondo e aiutare concretamente la popolazione locale bisognosa di cure e di educazione: un esempio su tutti è rappresentato da Madre Teresa di Calcutta. Pare poco umano rinchiudersi in quattro mura per tutta la vita, soprattutto in un periodo storico come questo ben diverso dal Medioevo e dove la donna ha la possibilità di fare carriera e di affermarsi nella società. Inoltre, ritornando al fatto che molte si fanno operare per recuperare la verginità, non si capisce quale sia lo scopo di tale scelta. Fa parte dell’iter della nostra vita avere dei rapporti sessuali e mettere alla luce dei figli (anche se la nostra sessualità non implica necessariamente procreare).
Allora perché queste scelte così radicali e forti? Si passa da un estremo all’altro: da donne sessualmente libere e che amano curare il proprio corpo (basti pensare ai molti interventi chirurgici effettuati o, più semplicemente, al ricorso alle diete e alle palestre), a quelle che optano per la castità, la purezza e la cura dello spirito.
E gli uomini? Come percepiscono questo stato delle cose? Come ci vogliono? Libertine o pure? Quanto è giusto stare nel mezzo? Difficile dirlo.
Un saluto a tutti
Anna



















Cara Anna, quello che scrivi fa riflettere. Permettimi di risponderti con una
Leo | 14 Febbraio 2009 | 08:08Cara Anna,
quello che scrivi fa riflettere.
Permettimi di risponderti con una battuta:
Una ragazza chiede al fidanzato: “Cosa ti piace di più di me: la mia bellezza, la mia profonda intelligenza o la mia sincerità?”.
E il ragazzo: “Il tuo senso dell’umorismo, cara!”
Comunque se c’e davvero un legame profondo tra due persone non vedo proprio come possa ecludere la reciproca assoluta sincerità!
Un saluto
Leo