RU486 sempra il nome o la sigla di un virus
RU486 sempra il nome o la sigla di un virus, invece no è il nome tecnico della pillola bortiva. Da settimane è polemica su questo “nuovo” metodo di interrompere una gravidanza, e metto nuovo tra virgolette perchè questa pillola è già commercializzata da anni in quasi tutta Europa. E’ polemica per quale motivo? In fondo la pratica dell’aborto è già legalizzata e ben regolamentata fin dal 1978 dalla legge N. 194. Fino ad oggi, in Italia, una donna che volesse abortire aveva un unica soluzione, che era ed è ancora, la pratica chirurgica che consiste, in poche parole, nell’aspirazione dell’embrione con una canula inserita nel collo dell’utero. Adesso sembra ci sia un alternativa, forse meno invasiva, ma comunque da non sottovalutare, questa pillola, che in verità è l’insieme di più pillole di due diversi farmaci, somministrati anche in due momenti diversi, il tutto sotto il controllo di un medico.
Detto così sembra semplice, avere a disposizione uno strumento farmacologico che banalizza una procedura così delicata come l’aborto, che lascia sole le donne e che deresponsabilizza i più giovani. Sembrerà di assumere una semplice aspirina per il mal di testa.
Forse sarà una procedura meno traumatica per la donna rispetto ad un intervento chirugico, forse affidarsi ad una semplice pillola per mettere fine ad una vita è un paradosso.
Comunque sia entrerà in commercio in questi giorni, a parer mio non è la soluzione giusta, è un’alternativa. Prima di tutto sarebbe giusta una campagna di prevenzione e di sensibilizzazione dei giovani e dare la possibilità a tutti di poter usare il contracettivo che si ritiene migliore.
Care amiche e amici spero di non aver scatenato un vespaio ma vorrei solo condividere con voi l’argomento, e mi piacerebbe ascoltare le diverse opinioni che avete in merito. Volevo solo darvi uno spunto da cui partire!
La discussione è aperta!





















Concordo con la necessità di incentivare una campagna di prevenzione
Anna | 9 Aprile 2010 | 13:24Concordo con la necessità di incentivare una campagna di prevenzione e sensibilizzazione, soprattutto per quanto concerne i più giovani (in particolare i giovanissimi) e spiegare, così, le varie misure di contraccezione. Ad ogni modo, tenuto conto che la pillola abortiva è stata adottata in molti altri paesi europei e già da diverso tempo, gli specialisti hanno avuto modo di verificare gli effetti collaterali. Come dici tu, è una tecnica molto meno invasiva rispetto alla pratica chirurgica dell’aborto. Sottoporsi ad un’operazione chirurgica è sempre brutto e doloroso e poi, secondo me, si pone comunque fine ad una vita con entrambe le tecniche. Credo che se una donna adulta e cosciente (possibilmente insieme al proprio compagno) abbia deciso di porre fine alla gravidanza e di ricorrere alla pillola abortiva, sia giusto aiutarla con la necessaria assistenza. L’Italia è un paese moderno (o quasi), ci troviamo nel 2010 e mi sembra corretto adeguarsi alla medicina e agli altri paesi quando è possibile. Poi, la scelta se abortire o meno spetta alle parti in causa, non alla politica.
Un saluto
Anna